
Come calcolare la tassa sui rifiuti - www.vivisulserio.it
È una delle tasse più odiate dai cittadini e che viene stabilita dal comune o dalla Regione dove si abita. E non sempre, per ciò che si paga, i servizi sono adeguati.
Stiamo parlando della Tari, ovvero la tassa sui rifiuti ed il loro smaltimento. Sono state emesse nuove linee guida per il suo pagamento direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma ci sono alcune cose che devi sapere.
C’è la possibilità, in base anche ai comuni e alla “modalità” della casa, di poter pagare molto di meno o, anche, non pagarla proprio la Tari. Cerchiamo di capire.
Tassa sui rifiuti: bisogna sempre pagarla?
L’anno nuovo è iniziato con l’avvento del pagamento di tasse e tributi. Non è, di certo, quello che tutti si aspettavano ma, al tempo stesso, sappiamo bene che pagare le tasse è necessario per avere tutti i servizi di cui, ogni giorno, usufruiamo. Sta di fatto, però, che nonostante questi pagamenti, non sempre tutte le tasse sono proporzionate a ciò che si consuma: vedi il caso della Tari, la tassa sui rifiuti.
Lo scorso 10 febbraio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato le linee guida per la Tari di quest’anno che servono per la determinazione dei costi della tassa. Si tratta delle nuove direttive che tutti i comuni devono rispettare, come anche scadenza del 30 aprile per l’approvazione del PEF (Piano Economico-Finanziario).
Regole che ci fanno capire chi è tenuto a pagare questa tassa e chi no, l’importo minimo e massimo da richiedere e cosa va pagato entro questo anno: non esistono scadenze uguali ovunque per il pagamento della Tari. Per essere certi di quando versare la tassa, è bene consultare sempre le istruzioni che fornisce il proprio Comune di residenza.
Una delle principali novità riguarda l’utilizzo più preciso del fabbisogno standard, questo per evitare di sovrastimare o sottostimare i costi del servizio e per stabilire tariffe quando più vicine ai reali costi di gestione e raccolta dei rifiuti. La Tari ha lo scopo di coprire integralmente i costi che il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti comporta per il Comune.
Cambiamenti in arrivo: cosa succede se i rifiuti si pesano
Sono gli stessi Comuni che devono determinare il fabbisogno standard per il conteggio delle tariffe da imporre ai cittadini, che si basa sul costo standard del servizio quanto anche sulle tonnellate di rifiuti che la cittadinanza produce. Dall’altro lato, i comuni devono anche predisporre la possibilità di un pagamento dilazionato per chi vuole, della tassa stessa e, infine, che l’ultima rata sia versata entro e non oltre il 30 novembre dell’anno in corso.
La Tari può essere pagata dalle due alle quattro rate con, in maniera orientativa, queste scadenze:
– una prima scadenza entro aprile;
– una seconda scadenza entro luglio;
– il saldo finale entro la fine dell’anno, solitamente entro metà dicembre.
Ma, come dicevamo all’inizio, si può anche essere soggetti a degli sconti. Un esempio è quello delle vacanze. Alcuni comuni, infatti, stanno cercando di far diventare la Tari una tassa equa in basa all’effettiva produzione di rifiuti che una famiglia fa.

Uno dei metodi più usati prevede l’utilizzo di bidoni dotati di un sistema di pesatura, che registra la quantità di rifiuti conferiti e la collega a una tessera identificativa del cittadino. Ogni volta che una persona getta dei rifiuti, il peso viene rilevato: si può, così, monitorare e calcolare la tassa in modo più preciso. Per questo, se usiamo quella casa solo nel periodo delle vacanze, non si pagherà allo stesso modo se, invece, la casa è usata tutto l’anno.
Ovviamente, l’ultima parola spetta sempre al Comune che decide metodi e modi per la Tari.